Questi testi descrivono uno storico processo in California contro giganti tecnologici come Meta e Google, accusati di aver progettato i propri algoritmi per causare dipendenza nei minori. La causa, considerata un precedente legale decisivo, sostiene che piattaforme come Instagram e YouTube abbiano ignorato i rischi per la salute mentale dei giovani pur di massimizzare il profitto. Durante le udienze, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg è stato interrogato duramente in merito a documenti interni che sembrano contraddire le sue passate dichiarazioni sulla sicurezza infantile. Mentre aziende come TikTok e Snapchat hanno scelto di patteggiare, Meta e Google affrontano ora le accuse di aver creato deliberatamente “trappole digitali” per i bambini. Il dibattimento cerca di superare le tradizionali protezioni legali del settore, puntando a dimostrare la responsabilità diretta delle aziende nel declino psicologico di un’intera generazione.


