Il 2025 segna il tramonto definitivo dell’illusione del software open source interamente gratuito, evidenziando come le infrastrutture critiche richiedano ormai investimenti diretti piuttosto che il solo lavoro volontario. I manutentori dei progetti appaiono esausti a causa delle pressioni aziendali, rendendo necessaria una gestione più professionale e trasparente che superi il vecchio modello romantico dell’hacker amatoriale. Nonostante l’integrazione dell’intelligenza artificiale e una maggiore attenzione alla sicurezza informatica, resta irrisolto il problema di un finanziamento equo e sostenibile per chi coordina i repository. Le licenze mantengono un confine netto tra aperto e proprietario, ma la consapevolezza degli utenti sulle implicazioni legali rimane ancora insufficiente per garantire una scelta matura. In definitiva, il settore si muove verso una stabilità istituzionale, dove la sfida principale per il futuro prossimo risiede nel superare le barriere burocratiche per l’accesso ai fondi.

