Il testo è la storia di Mike Millard, un leggendario registratore seriale di concerti e il bootlegger più famoso al mondo, noto per la qualità eccezionale delle sue registrazioni non autorizzate. La narrazione descrive le tecniche elaborate che Millard utilizzava, come fingersi disabile su una sedia a rotelle per nascondere l’attrezzatura e ottenere posti strategici, spesso con l’aiuto del suo amico Jim Reinstein. Viene evidenziato come uno dei suoi bootleg, un concerto dei Pink Floyd del 1975, sia stato recentemente incluso in una ristampa ufficiale dell’album Wish You Were Here, restaurato dall’ingegnere del suono Steven Wilson. L’articolo esplora anche il declino dei bootleg nell’era digitale e sottolinea che Millard non registrava per profitto, distribuendo i nastri gratuitamente pur inserendo un segnale audio per tracciarne l’eventuale vendita clandestina.
ref: https://www.ilpost.it/2025/12/14/bootleg-pink-floyd-mike-millard/


https://www.acor3.it/podcast/25×13-mike-millard-il-re-dei-bootleg/
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