forza Bangladesh

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Io ho assistito alla nascita e alla morte delle chat web verde pastello di iol/libero.it, altavista, vitaminic e myspace e vorrei congelare questo scritto di Simone su internet, togliendolo all’oblio e al vortice del dimenticatoio di Facebook.

E quindi così come fatto per uno sfogo di Carlo Costabile, vi riporto quello di Simone Tempesta.

bangladeshCaro Matteo Salvini, lascia che ti racconti una storia.
Ti rammento fin da subito che sarà lunga e non credo leggerai tutto, però sti cazzi, se a te te fanno ancora chiacchierà, allora chiacchiero pure io.

Oggi uscendo dal lavoro per tornarmene a casa con la Optimus Prime (chi mi conosce bene forse sa il motivo del nome), mi accorgo di essere in riserva. Matteo bello, qui tu forse penserai “beh che c’è di strano?”. C’è di strano che io lavoro in un luogo chiamato Castelnuovo di Porto che, dimenticata la Madonna, alle 20:10 è un posto ospitale solo per le nigeriane (oneste lavoratrici notturne).
E dove lavoro io, se trovi il benzinaio chiuso prima del Raccordo e stai in riserva, forse un po’ in Dio è meglio che cominci a crederci.

Decido però di non darmi per vinto, accendo di nuovo Optimus e prendo l’A1 che mi porterà al GRA. Chiaramente il benzinaio che incontro nel tragitto dall’autostrada al Raccordo non accetta il bancomat, quindi disperato decido di imbarcarmi di nuovo nel viaggio della speranza. Nel tortuoso tragitto che man mano passavano i chilometri diventata improponibile quanto chiedere ad Andrea Bocelli l’ora, riesco ad immettermi nel GRA. Comincio a sudare freddo, accarezzando il cruscotto ed auto convincendomi che la macchina potesse ascoltare i miei elogi tipo: “daje Optimus! Cor cazzo che spignemo!”.

Ultima tacca andata. Sì perché la Fiesta ha il contatore elettronico a tacche per la benzina e quando sei in riserva e perdi anche l’ultima tacca, a quel punto l’aria si fa così gelida che a confronto in Alaska se non ce vai in maniche corte a dicembre sei un regazzino. GRA, uscita 14: miracolosamente comincio a sentire odore di casa e viaggio in quinta a 70 km/h. Via dei Monti Tiburtini e quasi sorrido mentre Optimus comincia a dare segni di cedimento, ma ormai faccio finta di non pensarci. Ecco il benzinaio.

Ora Matteo, secondo te dovrebbe finire qui il racconto. Ma la vita è una merda quindi anche questo benzinaio non accetta il pagamento col bancomat. Tutto ad un tratto mi accorgo che so bestemmiare anche in fenicio arcaico quindi non perdo tempo e invoco anche la figlia illegittima di uno a caso dei tre Re Magi e riprendo possesso della macchina, in uno stato tra l’inverecondo e l’incredulo. Via Tor de Schiavi: sto dietro casa e c’è un altro benzinaio. La macchina sta morendo.

Arrivo parlando un lettone dialettale perfetto che uso solo per dire a Cristo che è una bruttissima persona e mi si piazza davanti un bangladino che mi dice: “amigo no bangomat, inutile che tu tira fori bangomat!”. Stremato dall’ennesima delusione decido che il mio viaggio finirà qui e tornerò a casa a piedi lasciando la macchina a spinta nel posto più appizzato possibile del benzinaio.

Ma la vita oltre a saper essere una vera merda, a volte è quasi carina. Il bangladino mi si avvicina e mi fa: “amigo se tu non ha soldi, ‘fa niente. Do io a te 5 euro così tu torna a casa dai!”. Mi giro quasi piangendo e gli dico: “ma che davero? T’aregge così tanto?”, al che lui carica la banconota da 5 euro nel distributore, mi mette la benzina e si gira verso di me col sorriso di un migliore amico, un fratello, un padre. Ora, io avrei voluto regalargli le chiavi di casa, comprargli l’Azerbaigian e fargli scopare a cane qualsiasi cosa avesse voluto. Sai però cosa m’ha detto alla fine? “Tranquillo amigo, importante è che tu impara inno Bangladesh a memoria per me!”.

QUINDI MIO CARO MATTEO: per te gli immigrati faranno cacare, saranno persone che non aiutano la società e che magari rubano e sporcano, ma a ME quer bangladino (a cui dedicherò un monumento all’incrocio di Via Anagni) stasera m’ha SARVATO ER CULO. Quindi Sarvì, alla fine dei giochi, CHITTESENCULA.

P.S. – L’inno der Bangladesh è bello in culo, comunque.

Di Simone Tempesta

Aggiornamento delle 23.28

Screenshot from 2015-04-10 23:28:18

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